Abitare l’interstizio. Mona Hatoum alla Fondazione Prada di Milano

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La mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum nello spazio della Cisterna di Fondazione Prada a Milano riunisce tre installazioni site-specific che esplorano le dimensioni del “sopra”, del “sotto” e dell’“in between” come coordinate spaziali ed esistenziali. Hatoum traduce la propria esperienza diasporica in un campo di tensioni tra confine e attraversamento, stabilità e precarietà, facendo della Cisterna uno spazio interstiziale da abitare.

Over, under and in between. Tre spazi. Ciò che è sopra, la sovrastruttura, il confine, l’impalcatura ideologica. Ciò che è sotto, la materia, il corpo, la memoria personale, l’identità. Ciò che è intermedio, la diaspora, l’ibridazione, la condizione apolide, la terzietà. Il dispiegarsi di queste tre coordinate, insieme spaziali ed esistenziali, prende forma nelle altrettante navate della Cisterna di Fondazione Prada a Milano, dove, fino al 9 novembre 2026, si articolano tre installazioni site-specific inedite di Mona Hatoum. È all’interno di questa triade che si inscrive la pratica stessa dell’artista. 

Image credit listing artist Mona Hatoum; photograph by Marta Marinotti; courtesy of Fondazione Prada.
Mona Hatoum, photo Marta Marinotti. Courtesy Fondazione Prada


Mona Hatoum nasce a Beirut nel 1952 da genitori palestinesi esuli in Libano. Nel 1975, quando l’artista si recò per un breve soggiorno a Londra, lo scoppio della guerra civile libanese la costrinse all’esilio con l’impossibilità di tornare dalla propria famiglia: la condizione di esule apolide si tradurrà nella sua opera artistica come materializzazione di uno spazio mentale interstiziale, paradossale, dislocato, intimamente violato. A partire dall’inizio degli anni Novanta l’interesse di Hatoum si è progressivamente spostato dalla performance e dal video verso installazioni ambientali e scultoree: l’epidermizzazione della condizione apolide, della coercizione e della dislocazione che aveva sperimentato nei primi anni si traduce in una meditazione sulla materia e sulla struttura. Si appropria di alcuni elementi lessicali minimalisti – la griglia modulare, la serialità, l’ortogonalità – turbandone la neutralità oggettiva e la riduzione fenomenologica, introducendo uno scarto perturbante: la ripetizione è intensificazione di una tensione, la griglia è gabbia, la struttura è un campo di forze contraddittorie e instabili, la materia è pensante, anzi, ricordante, il corpo è evocato, la forma è indeterminata, il senso è ricondotto alla radice di un conflitto esistenziale. Hatoum abita la materia come abita la propria identità: la materia diviene diasporica, uno spazio in between, un campo di tensioni antitetiche. Radicamento/migrazione, esistenza/sparizione, struttura/sovrastruttura, stabilità/instabilità, costruire/demolire, confine/attraversamento, intimità/sorveglianza, fragilità/minaccia. 

LA MOSTRA DI MONA HATOUM A MILANO

Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
Exhibition view of Over, Under and In Between by Mona Hatoum, Fondazione Prada, Milan, 29 January – 9 November 2026. Photo: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum, Web, 2026, hand-blown clear glass spheres, stainless steel cable.

All’interno degli spazi post-industriali della Cisterna, che un tempo ospitava i silos di una vecchia distilleria di alcolici, Hatoum interviene in maniera site-specific dialogando con lo spazio circostante e con l’esperienza fisica ed emotiva dello spettatore, invitato a essere in between nelle tre stanze. All’ingresso si staglia Web (2026), una ragnatela di fili metallici costellata di sfere in vetro soffiato che sovrastano lo spazio. Hatoum tesse una rete in cui la dislocazione, l’intrappolamento e la coercizione si cristallizzano nella fragilità dei globuli vitrei: la ragnatela è sovrastruttura che imprigiona ma anche legame familiare, è il filo spinato che sbarra ma anche interconnessione. Come ammette l’artista nel testo introduttivo alla mostra: “Una ragnatela può essere vista come una rete incombente che suggerisce un intrappolamento opprimente, ma che al tempo stesso offre una casa o un luogo sicuro. […]”. La seconda stanza ospita Map (Red), 2026. Il pavimento viene qui ricoperto da un planisfero ricostruito da oltre trentamila sfere vitree di colore rosso non fissate: il mondo, privo di confini geopolitici, si scontorna in una configurazione mutevole ed effimera, esposta a un campo di forze esterne. Il modo di rappresentare il mondo è storicamente stato un dispositivo di discorsività coloniale e di organizzazione di potere imperialista: Hatoum decide di ri-significare tale narrazione utilizzando la proiezione di Gall-Peters che riscrive la grandezza del Sud-Globale nelle sue reali dimensioni, superando la canonica sproporzione della proiezione di Mercatore. Lo spettatore sente la vertigine davanti all’instabilità di un mondo costruito da fragili, piccoli, vitrei e provvisori globuli sanguinei.

Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
Exhibition view of Over, Under and In Between by Mona Hatoum, Fondazione Prada, Milan, 29 January – 9 November 2026. Photo: Roberto Marossi. Courtesy Fondazione Prada. Mona Hatoum, All of a Quiver, 2022, aluminum square tubes, steel hinges, electric motor, cable

L’ultima stanza è attivata da all of a quiver, 2022. Un’imponente griglia metallica cinetica oscilla smontandosi e rimontandosi perpetuamente. I cubi che compongono la griglia collassano su sé stessi ciclicamente in un’alternanza di pieni e di vuoti, di nascita e di morte, distruzione e ricostruzione, stabile e instabile, pace e guerra. Hatoum viola la griglia minimalista, trasformandola in un corpo pensante, carico di ricordo, di dolore e dotato di viscere. Al di sotto, ciò che rimane è la vertigine davanti alla precarietà dell’esistenza.

OVER, UNDER AND IN BETWEEN DI MONA HATOUM ALLA FONDAZIONE PRADA

In Over, under and in between lo spazio stesso è messo in gioco come campo di forze. Le tre installazioni disegnano uno spazio terzo interstiziale. Attraversando le navate della Cisterna, il visitatore è costretto a negoziare distanza e prossimità, attrazione e allerta, stabilità e rischio. La griglia si rivela gabbia potenziale, il vetro cristallizzazione di un’identità mai definitiva, l’interstizio abitacolo di una soggettività che esiste unicamente nella tensione. “In between” diventa allora non solo una posizione nello spazio ma anche una postura etica e culturale con cui poter abitare la propria identità: abitare l’interstizio significa accettare l’instabilità come forma di coscienza, trasformando la vulnerabilità in uno strumento di lettura del reale. 

Niccolò Freri

La mostra di Mona Hatoum alla Fondazione Prada di Milano

  • Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Web (2026), featuring suspended clear glass spheres connected by steel cables within the exhibition space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s Map (red) (2026), composed of numerous small red glass spheres arranged across the floor to form a map-like configuration
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Installation view of Mona Hatoum’s All of a Quiver (2022), a kinetic structure of metal elements activated by a motor within the gallery space.
  • Image credit listing artist Mona Hatoum; photograph by Marta Marinotti; courtesy of Fondazione Prada.
  • Image credit listing artist Mona Hatoum; photograph by Marta Marinotti; courtesy of Fondazione Prada.
  • Image credit listing artist Mona Hatoum; photograph by Marta Marinotti; courtesy of Fondazione Prada.