Immagini ri–velate. Antonio Corradini e Luigi Ghirri in dialogo a Venezia

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Alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia la mostra “Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri” innesca relazioni inedite tra le sculture velate di Corradini e le immagini rarefatte di Ghirri. Attraverso il dispositivo della velatura, il percorso indaga il tema della soglia tra immagine e realtà, suggerendo l’idea di una verità che non si offre mai in modo diretto, ma che si rivela attraverso il filtro dell’arte e dell’immaginazione.

Una luce soffusa illumina le metafisiche architetture che popolano le composizioni di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992). L’opaco bagliore attraversa i paesaggi e gli interni ritratti dal fotografo emiliano, trasfigurandoli e proiettandoli definitivamente nell’universo incorporeo delle immagini. Analogamente, le misteriose sculture velate di Antonio Corradini (Venezia, 1688 – Napoli, 1752) sembrano essere plasmate dalla luce, tanto da apparire quasi impalpabili ai nostri sensi. Le opere evocano una realtà in dissolvenza, una dimensione transitoria tra la presenza e l’assenza, tra la luce e il buio, tra la realtà e la sua rappresentazione. 
La mostra Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri allestita nelle sale della Fondazione Querini Stampalia di Venezia fino al 12 aprile 2026 – mette in risonanza le opere dei due autori, che nonostante le diverse epoche d’appartenenza sono accomunati da un’affine intenzione nel perseguire la costruzione di immagini velate, evanescenti, inafferrabili. L’esposizione, a cura di Elisabetta Dal Carlo, Lara Marchese, Marta Savaris, Babet Trevisan con Monica De Vincenti, rispecchia perfettamente la visione culturale promossa dalla direttrice Cristiana Collu, orientata a promuovere il confronto tra epoche, linguaggi e sensibilità differenti al fine di stimolare la riflessione sulle urgenze del presente. La mostra si inserisce coerentemente negli spazi del museo e dialoga con le collezioni. Le fotografie di Ghirri, infatti, appartengono a un nucleo di opere affidate in comodato d’uso alla fondazione dal collezionista Roberto Lombardi a partire dal 2015. Inoltre, la principale ragione che ha spinto le curatrici a ideare il progetto espositivo è il recente ritrovamento del medaglione in marmo rappresentante la Fede velata nei depositi del museo e il successivo riconoscimento della scultura in quanto opera autografa di Corradini.

Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri, exhibition view, Fondazione Querini Stampalia, Venice. © Fondazione Querini Stampalia. Photo Adriano Mura

ANTONIO CORRADINI E LUIGI GHIRRI A VENEZIA

Lo scultore barocco Antonio Corradini ha fatto del velo il segno più distintivo della propria poetica. La velatura che ricopre i suoi soggetti costituisce il confine sottile tra ciò che appare e ciò che rimane celato, tra la materia e lo spirito. All’interno della stessa sala, le sculture settecentesche di Corradini incontrano una selezione di opere del fotografo contemporaneo. La ricerca artistica di Luigi Ghirri ha ridefinito il paesaggio emiliano in quanto luogo ideale di un’indagine al tempo stesso formale e concettuale sull’immagine. Le vedute urbane e le pianure raffigurate nei suoi scatti sono attraversate da segni e simulacri – come soglie, cornici, superfici trasparenti e riflettenti – che determinano un continuo slittamento tra il mondo reale e la sua visualizzazione.     Nelle opere esposte le immagini divengono inquiete premonizioni della loro stessa presenza, mai sicura una volta per tutte, ma perennemente in tensione. Nelle due versioni della Fede velata – il bassorilievo della Querini e il busto a tutto tondo di Ca’ Rezzonico – il volto femminile non si svela mai completamente, si cela e si rivela al nostro sguardo attraverso l’opaca trasparenza del velo marmoreo scolpito da Corradini. Nel bozzetto in terracotta per il Cristo velato, commissionato per la Cappella Sansevero di Napoli, ma il cui marmo definitivo fu poi realizzato da Giuseppe Sanmartino, la figura si smaterializza nell’atto stesso di presentarsi in quanto traccia di un’idea visiva mai realmente concretizzata. Nei lavori dello scultore veneziano, la velatura invita l’osservatore a rinunciare per un istante alla percezione sensibile per abbracciare uno sguardo interiore e spirituale. Allo stesso modo, le pianure, le piazze e le chiese fotografate da Ghirri negli scatti presenti in mostra – come Bologna. Villa nei pressi di Gaiana, Cittanova di Modena. Chiesa sulla via Emilia e Brescello. Piazza e chiesa di Santa Maria – trasportano il pubblico in una dimensione immateriale, senza tempo, sospesa tra realtà e immaginazione, che sembra instabilmente emergere da un ricordo evanescente. Le immagini brumose di Ghirri e le sculture velate di Corradini non si mostrano direttamente all’osservatore, al contrario esercitano una forma di resistenza, la quale alimenta un inappagabile desiderio di svelamento. L’immagine è pertanto un processo in atto: un continuo farsi e disfarsi che riaccende lo sguardo sul mondo e sulla sua mutevole natura.

Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri, exhibition view, Fondazione Querini Stampalia, Venice. © Fondazione Querini Stampalia. Photo Adriano Mura

LA MOSTRA ALLA FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA

L’allestimento stesso della sala in cui è presentata la mostra si manifesta al visitatore in quanto apparizione. Una tenda bianca invita a oltrepassare la soglia del museo per entrare in una dimensione rarefatta, in cui le velature delle opere invadono la superficie espositiva, creando un continuum tra spazio e immagine. Le pareti sono rese impalpabili dalla presenza scenica di un panneggio bianco, sulle cui ondulazioni luminose gravitano sospese le rivelazioni evanescenti immaginate dai due artisti. Le immagini e lo spazio in cui sono materializzate sembrano dissolversi le une nell’altro, e viceversa, in un dialogo quanto mai attuale con la città che ospita l’esposizione. Venezia è un ecosistema instabile, plasmato dalla luce e dall’acqua, nel quale presenze e riflessi si confondono, in un inganno percettivo che impone all’occhio una visione filtrata e mai pienamente cristallina. Le opere dei due autori sembrano dunque suggerirci che per cogliere la realtà nella sua essenza non è sufficiente uno sguardo diretto, immediato, ma si rende necessario un filtro – l’arte, l’immaginazione, la fantasia – che trasformi ciò che appare in significato. La velatura invita a rallentare, a ipotizzare relazioni inattese, a interrogarsi su ciò che vediamo. Le immagini velate divengono ri–velate, cariche di una verità in potenza che sta all’essere umano imparare a cogliere. 

Alessandro Cerchier

La mostra Disapparire. Antonio Corradini e Luigi Ghirri alla Fondazione Querini Stampalia

  • Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
  • Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
  • Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
  • Exhibition view of “Disapparire” at Fondazione Querini Stampalia, Venice, featuring works by Antonio Corradini and Luigi Ghirri.
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